Ambiente 

Un altro lupo portato in fin di vita al Cras, avvelenato col veleno per topi e quindi investito

L’animale, meno reattivo a causa dell’avvelenamento, non si è accorto dell’arrivo del veicolo. È morto nel centro di recupero degli animali selvatici dell’Enpa. L’associazione: ««Lo scarso controllo sul territorio purtroppo non tutela la natura, il bracconaggio è causa di notevoli danni. La disinformazione sui social, inoltre, confonde spesso le idee e crea allarmismo ingiustificato»

In questi giorni, al CRAS, è stato ospitato un altro lupo purtroppo morto durante il trasporto. «Era stato investito nelle primissime ore del mattino ad Acquasanta (sulle alture di Voltri), ma non presentava fratture. La presenza di sangue in bocca, nelle orecchie e nell’ano ci ha fatto pensare a un possibile avvelenamento da rodenticida, che potrebbe aver reso il lupo meno reattivo e dunque più a rischio di impatto col veicolo. Vista la complessità del quadro clinico, abbiamo richiesto un’indagine tossicologica.
Purtroppo non è il primo esemplare di questa specie che ci viene portato in condizioni ormai disperate, quest’anno sono stati diversi».

L’Enpa desidera sempre sottolineare l’importanza di questo predatore per il mantenimento dell’equilibrio naturale dell’ecosistema. Le popolazioni di lupo sono influenzate dalla disponibilità di prede e, a loro volta, contribuiscono a controllarne il numero.

«Lo scarso controllo sul territorio purtroppo non tutela la natura, il bracconaggio è già causa di notevoli danni, quindi perché questo odio atavico per il lupo? – si chiedono i volontari dell’associazione -. La disinformazione sui social, inoltre, confonde spesso le idee e crea allarmismo ingiustificato.».

Recentemente, un insieme di associazioni locali e nazionali ha fondato il Coordinamento e Tutela del lupo nel Salento, con l’intento di proteggere questa specie e promuovere la consapevolezza riguardo alla sua importanza per l’ecosistema. Tra i membri figurano ENPA, AIGAE, Io non ho paura del lupo, LAV, Nuova Lara, OIPA, WWF Salento e diverse guardie zoofile.

«Speriamo che questo sia di ispirazione per altre regioni» concludono gli animalisti.

Foto Enpa

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